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Luca in sciopero della fame nel Carcere di Sanremo

Luca in sciopero della fame nel Carcere di Sanremo

SOLIDARIETÀ AL POPOLO PALESTINESE

Riceviamo e pubblichiamo il testo di adesione allo sciopero della fame del Regno Unito, iniziato dal nostro compagno Luca. Il nostro amico e compagno è attualmente rinchiuso all’interno del carcere di Sanremo, dove dall’8 novembre ha intrapreso lo sciopero della fame, aderendo e sostenendo i prigionieri politici rinchiusi nelle galere del Regno Unito, per aver lottato e mostrato tutta la loro solidarietà verso la liberazione della Palestina.

Inoltre, informiamo che il nostro compagno ha subito l’ennesima restrizione che si è materializzata attraverso la censura della posta per sei mesi. Dalle informazioni in nostro possesso, Luca avrebbe reso noti i pestaggi avvenuti nel carcere di Sanremo da parte di alcuni agenti della penitenziaria verso un gruppo di detenuti. Questi pestaggi si sarebbero verificati successivamente ad una protesta, per le condizioni esacerbanti dell’Istituto Ligure. In netto contrasto con la Costituzione (che oramai sembra essere divenuta un semplice foglio di carta), che tutela la libertà di pensiero e di espressione sotto ogni forma, dalla parola allo scritto, l’amministrazione penitenziaria, forte probabilmente di un appoggio politicizzato pendente verso la riduzione dei diritti, ha deciso di seguire una via antitetica a quella dei diritti e delle garanzie statuari, applicando a Luca una censura di sei mesi, poiché egli avrebbe turbato la “sicurezza o l’ordine dell’Istituto”, questa dovrebbe essere la tesi.

Con questa ennesima manovra, l’istituzione si è assicurata ancora una volta la corte di silenzio, volta a coprire ciò che succede negli istituti di pena e ciò che le persone fuori non devono sapere. Ancora una volta, il segnale è chiaro: “Noi possiamo fare quello che vogliamo e chi si oppone paga le conseguenze“. Questo sembra essere il segnale lanciato all’amministrazione. Da parte nostra noi risponderemo sempre alle loro ingiustizie. Non lasceremo e non abbandoneremo mai un compagno nelle mani dell’inquisizione.